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F2i

F2i SGR
Azienda
Credito e finanza
Roma (RM) - Italia

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  • Nome Azienda: F2i SGR
  • Nome e Cognome: F2i
  • CAP: 00187
  • Città: Roma
  • Provincia: RM
  • Nazione: Italia
  • Lingua preferita: IT
  • Sito web: http://www.f2isgr.it/
  • Settore: Credito e finanza

Curriculum vitae

F2i SGR è il maggiore gestore indipendente italiano di fondi infrastrutturali, con asset under management per oltre 5 miliardi di euro. Le società che fanno parte del network di F2i costituiscono la principale piattaforma infrastrutturale del Paese, diversificata in settori strategici per il sistema economico: trasporti e logistica, energie per la transizione, reti di distribuzione, reti e servizi di telecomunicazione, infrastrutture. Guidato dall’Amministratore Delegato Renato Ravanelli, F2i attraverso le sue partecipate coinvolge lavorativamente 19 mila persone in Italia la cui attività consente a milioni di persone di utilizzare i servizi e le infrastrutture essenziali per la vita quotidiana.

F2i SGR vanta tra i propri soci primarie istituzioni finanziarie, tra cui Fondazioni di origine bancaria, Casse di previdenza e Fondi pensione nazionali ed esteri, Asset manager nazionali e internazionali e Fondi sovrani. I fondi gestiti da F2i SGR sono sottoscritti da primarie istituzioni italiane ed estere.

 


F2i lancia il Fondo per le Infrastrutture Sostenibili (transizione energetica, economia circolare, digitalizzazione, opere ecosostenibili)

Credito e finanza

F2i Sgr, il maggiore fondo di investimento italiano e uno dei principali fondi infrastrutturali europei, annuncia l’avvio del suo quinto fondo, il Fondo per le Infrastrutture Sostenibili (FIS). La dotazione obiettivo di FIS è di 1,5 miliardi di euro, di cui circa 900 milioni sono già stati raccolti al primo closing, perfezionato in data odierna. Con tale raccolta, F2i Sgr supera così i 6 miliardi di euro di masse gestite e si pone l’obiettivo di raggiungere i 7 miliardi di euro nei prossimi mesi, rafforzandosi ulteriormente tra i primi operatori europei.

L’approccio alla sostenibilità di FIS si basa sull’individuazione di aziende operanti nel comparto infrastrutturale che possano coniugare la crescita industriale con un continuo miglioramento dei parametri ambientali, sociali e di governance (ESG). Il management di queste società verrà selezionato e misurato sulla capacità di gestione integrata di tali obiettivi.

Il percorso verso la sostenibilità di F2i Sgr è iniziato anni fa con la sottoscrizione dei Principi di Investimento Responsabile (PRI), la costituzione di un comitato ESG, la pubblicazione annuale del report di sostenibilità integrato e l’ottenimento del rating A di PRI. Oltre all’implementazione di una rigida politica di esclusione per taluni settori e aziende, il management di F2i analizza i potenziali target attraverso una dettagliata fase di due diligence a cui si accompagna, post acquisizione, un piano di azione pluriennale volto a migliorare i key performance indicators in ambito ESG stabilendo, tra gli altri, obiettivi annuali a cui viene agganciata la remunerazione dei manager delle società acquisite.

“Le infrastrutture hanno un ruolo centrale nella vita dei cittadini e delle imprese. La scala e l’efficienza con cui vengono gestite determina i differenziali di competitività del sistema Paese e impatta sulla qualità della vita dei cittadini”, ha dichiarato l’amministratore delegato Renato Ravanelli. “Favorire uno sviluppo infrastrutturale armonico e attento ai temi ambientali e sociali è una priorità che F2i condivide con i suoi investitori istituzionali. La prospettiva di investimento di lungo termine, che differenzia F2i dai fondi di private equity, consente di meglio guidare il cambiamento verso la sostenibilità delle società in cui investiamo”.

Accanto ai tradizionali comparti infrastrutturali, nuove aree di attenzione della strategia di investimento del nuovo Fondo riguarderanno la transizione energetica, l’economia circolare, la digitalizzazione e le infrastrutture socio sanitarie. La strategia punta a costruire un portafoglio di società che supportino la crescita dell’economia italiana e che generino per gli investitori il giusto mix di reddito corrente e valorizzazione nel tempo. “Il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza definito dal Governo Draghi costituirà il contesto di riferimento all’interno del quale F2i traghetterà la crescita della propria piattaforma infrastrutturale, dando così il proprio contributo allo sviluppo del sistema Paese”, ha aggiunto Renato Ravanelli.

La prima fase della raccolta ha riguardato investitori istituzionali italiani: casse previdenziali, banche, fondazioni di origine bancaria, assicurazioni; la partecipazione degli investitori istituzionali stranieri è attesa in linea con la loro presenza negli altri fondi in gestione, ovvero con un peso di circa il 40-50% delle masse in gestione. FIS avrà durata 15 anni.

F2i Sgr, presieduta da Massimiliano Cesare, gestisce attualmente il Secondo Fondo (€1.242 milioni), il Terzo Fondo (€3.600 milioni) e il Fondo F2i-ANIA (€500 milioni) e la sua piattaforma comprende 20 società che generano ogni anno circa 6 miliardi di euro di fatturato, un margine industriale di 2 miliardi e impiegano circa 20 mila dipendenti in Italia.

Secondo Fondo di Investimento F2i

Credito e finanza

F2i SGR SpA è la società di gestione del risparmio che ha lanciato il più grande fondo chiuso italiano: Fondo Italiano per le Infrastrutture - F2i, dedicato a investimenti nel settore delle infrastrutture.

Come già per il Primo Fondo, la missione del Secondo (1,2 miliardi di euro di raccolta) è quella di affermarsi come investitore e partner di lungo periodo nel settore delle infrastrutture in Italia.

La politica di investimento di F2i mira a creare un portafoglio diversificato di partecipazioni in società attive in tutti i settori infrastrutturali, prevalentemente in Italia. F2i (Primo e Secondo Fondo) si propone di acquistare quote di maggioranza o di minoranza qualificata, che consentano di esercitare un ruolo di rilievo nella governance societaria:

- investimenti in una singola società o in società appartenenti a uno stesso gruppo: non possono superare il 20% dell'ammontare del Fondo (ovvero, il 25% nel caso in cui la società operi prevalentemente in un settore a tariffa regolata), salvo deroga (rispettivamente al 25% o 30%)*;
- investimenti 'greenfield': non possono superare complessivamente il 20% dell'ammontare del Fondo, salvo deroga (25%)*;
- investimenti in Stati Membri dell'Unione Europea: non possono superare nel complesso il 20% dell'ammontare del Fondo, salvo deroga (25%)*; investimenti in strumenti finanziari quotati: non possono superare complessivamente il 30% (20% per il Secondo Fondo) dell'ammontare del Fondo, salvo deroga (40%)* e/o salvo successiva operazione di delisting.

Per il primo Fondo, il periodo di investimento ha avuto inizio alla data del first closing (dicembre 2007). L'orizzonte temporale per gli investimenti del Primo Fondo è di 15 anni, con scadenza al 31 dicembre 2024. Per il Secondo Fondo (first closing ottobre 2012) l'orizzonte temporale è ugualmente di 15 anni, con scadenza al 31 dicembre 2027.

Ad oggi l'ammontare del Primo Fondo è pressoché totalmente impegnato e hanno preso avvio i primi investimenti del Secondo Fondo.