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Remo Ruffini

Mister Moncler

Far diventare Moncler sinonimo di piumino, così come la Bic per le penne. E’ questo l’obiettivo di Remo Ruffini, un tempo ragazzo ribelle e turbolento, oggi presidente e direttore creativo di Moncler, l’azienda francese che deve proprio a lui la sua rinascita.

Nel 2008 la Moncler ha venduto più di 700mila piumini, una cifra esorbitante se si considera che parliamo di un capo d’abbigliamento che, prima dell’avvento di Ruffini alla Moncler, era esclusivamente considerato sportivo.

Il creativo comasco, invece, ha voluto combaciare la reale funzione del piumino (tener caldo) con la vestibilità in diverse occasioni.

Ed ecco che il Moncler viene indossato anche da chi non avrebbe mai pensato  di vestire un “giubbotto”, e soprattutto abbinarlo ad abiti eleganti, impegnativi, formali.

Ma chi è Remo Ruffini? E perché ha acquistato Moncler?

Ragazzo dalle mille risorse, tranne quella per lo studio, riesce a diplomarsi a mala pena come ragioniere. Lo studio non rientrava nelle sue priorità, nonostante i genitori avessero sfruttato tutte le loro risorse per farlo laureare.

Ma con il solo diploma in tasca, raggiunge il padre che lavora nell’industria della moda a New York; a Boston segue un corso di fashion marketing della moda, mentre lavora nella divisione produzione affiancando la madre.

Dopo aver racimolato esperienza, nel 1984 decide di ritornare alla sua amata città, Como, per aprire un’azienda completamente  sua… in uno scantinato di via Dante!

Nasce la New England, che produce camicie da uomo elitarie, per l’uomo dal gusto raffinato, di stampo kennediano.

In Italia non riscosse un notevole successo, in quanto negli anni ’80 imperava ancora la moda dei paninari e dei sanbabilini, riuscendo così a confezionare solo pochi migliaia di pezzi l’anno.

Ma oltre oceano, negli Stati Uniti, gli uomini d’affari apprezzano la sua produzione ed agli inizi degli anni Novanta arriva a produrre anche più di 400mila pezzi in un anno.

La sua azienda cresce ed a fine secolo vende la New England alla Stefanel, mentre si butta alla ricerca di un marchio già esistente, con una storia consistente alle spalle.

In questo preciso momento la Moncler entra nel suo raggio d’azione imprenditoriale.

Sorta a Monaster de Clermont nel 1952, come linea di abbigliamento per chi va in montagna, nel corso degli anni la Moncler ha saputo trasportare il prodotto dalla montagna alla strada, fino al 2000.

L’inizio millennio è l’anno in cui Ruffini diviene la nuova speranza per l’azienda francese, che, intanto, attraversava un periodo poco felice.

Con la sua creatività, Ruffini conquista le boutique di tutto il mondo donando al Moncler una linea più sinuosa, eliminando la classica forma voluminosa ed ingombrante; e col dargli una linea più attillata, restituisce il Moncler alle donne.

Ed infatti oggi sono tante le donne famose che indossano i piumini francesi come Madonna, Afef, Elle MacPherson, Carolina Di Monaco, solo per citarne alcune.

Alla domanda se è contento della sua vita, Remo Ruffini risponde:”Molto. Non avrei potuto pensare una vita più bella di quella che ho condotto finora”.

Nulla di più vero.

La sua felicità per il raggiungimento dei suoi obiettivi è esplicata dal suo lavoro.

Trascorre i suoi giorni viaggiando tra Como, Milano e Lione, ma non gli pesa e non lo reputa un sacrificio. Anzi.

La sua tenacia gli permette di arrivare ovunque desidera; non dimentichiamo che Ruffini è l’italiano che ha salvato le sorti di un’azienda francese.

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