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Emilio Riva

Lo zar dell'acciaio

La sua vita sembra incarnare il sogno americano di chi, iniziando col raccogliere ferro nella prima metà degli anni 50 per le varie fonderie della sua terra, è diventato oggi uno dei primi dieci produttori mondiali del settore, vantando tra i suoi primati una fatturato per dipendente tra i più elevati del mondo (410mila euro per dipendente).


Emilio Riva
è il fondatore del Gruppo Riva, gruppo siderurgico leader assoluto in Italia, quarto a livello europeo e decimo nel mondo con un fatturato di 8,53 miliardi di euro e circa 26000 dipendenti.

Oggi il gruppo possiede 38 stabilimenti produttivi nel mondo, dei quali 20 in Italia, tra cui il polo siderurgico di Taranto, che con i suoi cinque altoforni è il più grande d’Europa. Altri stabilimenti sono presenti in Germania, Francia, Belgio, Spagna, Grecia, Tunisia e Canada. Fanno inoltre capo al Gruppo 26 Centri di Servizio e Società Commerciali.

Il management del gruppo è al 100% della famiglia Riva, che detiene anche le cariche operative più importanti: il fondatore Emilio Riva riveste la carica di presidente, a seguire i figli Fabio, Claudio, Nicola e Daniele e i noti Cesare e Angelo Riva in posizioni chiave.

I prodotti del gruppo sono: acciaio grezzo, coils, vergella, tondo per cemento armato, barre-billette laminate, lamiere da treno, tubi saldati, tubi forma, travi.

Il Gruppo Riva ha origine dalla società “Riva & C.”, costituita dai fratelli Emilio ed Adriano Riva nel 1954 con lo scopo di commercializzare rottami di ferro, destinati alle acciaierie a forno elettrico del Bresciano. Nel 1957 è realizzato il primo stabilimento produttivo con forno elettrico a Caronno Pertusella (VA), dove nel 1964 è installata una macchina di colata continua curva, prodotta dall’azienda impiantistica Danieli ed ancora in fase di collaudo; il collaudo ha esito positivo e l’adozione prima dei concorrenti della colata continua diventa la più importante fonte di vantaggio competitivo dell’impresa, che negli anni successivi inizia il suo processo di espansione.

In seguito la colata continua è adottata anche dai siderurgici bresciani, i produttori di “tondino” (tondo per cemento armato) con i quali Riva è spesso accomunato. Nel 1966 è acquisita la Acciaierie del Tanaro nel cuneese, nel 1970 la S.E.E.I nel bresciano, nel 1971 Riva entra nella Siderurgica Sevillana in Spagna, nel 1976 nella Iton Seine in Francia; fino all’ inizio degli anni ’70 gestisce anche un’acciaieria ad Addis Abeba in Etiopia, in seguito ad un accordo con il negus Haile Selassie, e che sarà abbandonata dopo il cambio di regime nel paese africano. Nel 1981 è acquisita la Officine e Fonderie Galtarossa di Verona.

Nel 1988 Emilio Riva è azionista di maggioranza della società Acciaierie di Cornigliano, con quote di minoranza affidate all'Ilva, società mista a partecipazione statale.

L'acquisizione dell'Acciaieria di Cornigliano fu la prima privatizzazione di una fabbrica a ciclo integrale che richiese interventi massicci a livello di gestione aziendale per rimediare ad una situazione economica critica. Così la produzione del Gruppo Riva raddoppiava e la sua gamma di prodotti si estendeva alle brame (semilavorati destinati alla laminazione in prodotti piatti).

E' del 1994 l'operazione di closing per trasformare l'Ilva Laminati Piani (ILP) e lo stabilimento da proprietà pubblica a privata.

L'Ilva, così ribattezzata, fu privatizzata, rappresentando la principale unità produttiva del gruppo. Tale incorporazione portò in un solo anno, tra il 1994-1995, un incremento della produzione di acciaio da 6 a 14,6 milioni di tonnellate e della produzione di laminati da 5,0 a 12,8 milioni di tonnellate. Contestualmente venne predisposto un ricambio delle unità lavorative e furono attuate diverse innovazioni strategiche.

Diversi furono gli interventi che si dovettero affrontare, per interventi ambientali ed ecologici, per il rifacimento di impianti, per migliorare l'efficienza, per le innovazioni tecnologiche e di conseguenza diversi furono i miliardi da investire in queste operazioni.

Io non sono un capitalista, ma un imprenditore industriale”, così si definisce Emilio Riva che ha cercato non solo di dominare la siderurgia in Italia ma di espandersi e crescere anche in altri settori, da vero imprenditore industriale.

Infatti il Gruppo Riva oggi è presente anche nel campo armatoriale con tredici navi, di cui una transoceanica e quattro innovative chiatte oceaniche da 30.000t con due spintori; ancora, nell’attività di recupero rottame con un stabilimento in Canada ed un impianto di frantumazione in Francia, nella produzione di materiale refrattario con sei stabilimenti in Italia e nella produzione di cilindri di laminazione con uno stabilimento sempre in Italia.

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