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Cesare Settepassi

Il Faraone di Via Montenapoleone


Quella di Settepassi è una storia, una vera storia, iniziata nella seconda metà del ‘300, nel Medioevo, quando la famiglia Settepassi compare tra gli iscritti all’Arte di Por Santa Maria a Firenze, tra setaioli, calzolai, farsettai e orafi.

Ma, andando un po’ più  avanti coi secoli, basta arrivare al 1850, anno in cui, sul Ponte Vecchio, Leopoldo Settepassi apre la sua bottega di orafo.

Da qui, il nome Settepassi diventa sinonimo di eleganza, raffinatezza, charme, regalità: da ricordare la celebre collana di sedici fili di perle senza uguali che re Umberto regalò alla regina Margherita.

Tutt’oggi la griffe Settepassi mantiene queste caratteristiche, merito anche dell’ultimo discendente della famiglia, Cesare Settepassi: uomo distinto di quasi 68 anni, fiorentino di nascita e un po’ milanese di adozione, che ha legato il suo nome ad un’altra storica impresa, quella dello sbarco in Europa del marchio Tiffany.

Tutto ebbe inizio nel 1989, quando Cesare Settepassi comincia la partnership col colosso americano, portando in dote addirittura due marchi del calibro di Settepassi-Faraone.

In men di vent’anni apre boutique nelle piazze più prestigiose d’Europa ed assume le cariche di presidente ed AD di Tiffany Europa.

Ma la storia… continua. Anzi, ricomincia, nel 2009.

Cesare Settepassi, con affetto e reciproca soddisfazione, divorzia e saluta la maison della famosa colazione di Audrey Hepburn, riacquisisce l’esclusiva dei suoi due marchi-simbolo e riapre con le insegne Settepassi-Faraone, negli stessi luoghi dei suoi maggiori successi, riproponendosi al gusto esigente sia di Milano, sia della clientela internazionale che è sempre alla continua ricerca del lusso e dell’eccellenza artigianale.

E così, a distanza di dieci anni dalla chiusura nostrana, Cesare Settepassi riapre la storica  insegna milanese di gioielleria a Via Montenapoleone, facendo ri-illuminare la nota via di Milano.

La collezione di gioielli appena presentata è molto ampia, studiata per tutti i gusti, le età e limiti di spesa, spaziando dall’alta gioielleria, con importanti pietre preziose, ai prezzi più accessibili per tutti come la collezione Lotus, ispirata ai fiori di loto e le linee Labyrinthe ed HeartLock.

Non poteva mancare la linea Ladybird, la coccinella portafortuna divenuta un simbolo della maison, oggi riproposta proprio per inanellare una continuità tra passato e futuro.

Ma non è tutto. Il progetto si amplifica: con un piano quinquennale si punta all’espansione commerciale del marchio in Italia ed all’estero, attraverso una distribuzione capillare dei preziosi Faraone nelle più prestigiose  gioiellerie del mondo.

Per questo progetto, Cesare Settepassi ha coinvolto  l’architetto Massimo Iosa Ghini, che ha creato il concept di questo primo negozio, che dovrà essere replicato nei futuri spazi Faraone, ed il designer Franco Bosisio, che per i nuovi gioielli ha lavorato insieme alla moglie di Settepassi, Paola, anch’essa designer.

Con il rilancio di Faraone a Milano, Firenze e tra un po’ in tutto il mondo, quattrocento anni di storia, di savoir-faire, di segreti e di gusto tornano a splendere  in una visione raffinata e contemporanea, in un progetto dove il cliente è protagonista: il vero lusso, insomma.

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