h2biz


_home _focus _Carlo De Benedetti

Carlo De Benedetti

L'antagonista

Sempre alla ribalta nel mondo imprenditoriale italiano, Carlo De Benedetti, il grande antagonista sia del ricco per eredità Gianni Agnelli che dell’altro grande imprenditore italiano self made Silvio Berlusconi. Eppure potremmo identificare De Benedetti come appartenente ad una terza categoria (diciamo) intermedia: figlio di un piccolo imprenditore industriale, cresciuto ulteriormente poi.

Ebbene, la crescita ed il successo professionale del padre è stato poi tramandato al figlio, tanto da farlo diventare quel grande uomo d’affari che oggi tanto verte sul mercato italiano: imprenditore, ingegnere ed editore italiano; nominato Cavaliere del Lavoro e Ufficiale della Légion d’Honneur; ha ricevuto anche la laurea ad honorem in Legge della Wesleyan University, Middletown, Connecticut negli Stati Uniti d’America. Ma Carlo De Benedetti ha anche un tocco cosmopolita in più: le sue origini sono ebraiche; ciò comportò, durante il fascismo e l’applicazione delle leggi razziali, il suo rifugio in Svizzera, tanto da definirla la sua patria insieme all’Italia; tant’è che De Benedetti possiede due passaporti!

Classe 1934, Carlo De Benedetti è abbastanza dentro alla buona società da essere compagno di studi di Umberto Agnelli. Laureato in ingegneria elettrotecnica nel 1958 al Politecnico di Torino, Carlo comincia a lavorare nell’impresa di famiglia, fondata dal padre nel novembre 1921 con capitali in parte tedeschi. Nel 1972, assieme al fratello Franco, futuro senatore, acquisisce la Gilardini: una società quotata in Borsa che fino ad allora si era occupata di affari immobiliari e che i due fratelli trasformeranno in una holding di successo, impiegata soprattutto nell'industria metalmeccanica. Presidente e amministratore delegato della Gilardini, nel 1974 Carlo è nominato presidente dell'Unione Industriali di Torino.

E nel 1976, grazie all'appoggio del vecchio compagno di scuola Umberto Agnelli, ottiene la carica di amministratore delegato della Fiat. Come "dote" porta con sé il 60% del capitale della Gilardini, che cede alla società degli Agnelli, in cambio di una quota azionaria della stessa Fiat (il 5%). De Benedetti cerca di svecchiare la dirigenza della società torinese, nominando manager a lui fedeli, a cominciare dal fratello Franco, alla guida di importanti unità operative del Gruppo. Ma dopo appena quattro mesi deve abbandonare la carica. Motivazione ufficiale: “divergenze strategiche”. Ma quel che c’è sotto davvero non si sa. Alcuni parlano di una semplice incompatibilità con Romiti. Altri che la parte di dirigenza Fiat più legata alla famiglia Agnelli avrebbe scoperto un tentativo dei De Benedetti di scalare la società, appoggiati da gruppi finanziari elvetici (ancora la Svizzera…). Forse non è vero. Ma corrisponde comunque alla leggenda nera su De Benedetti, inquieto protagonista di arrischiate scalate che vanno sempre a finire male. Anche se lui ha l’abilità di uscirne fuori sempre con le tasche piene.

Così, con il denaro ottenuto dalla cessione delle sue azioni Fiat, De Benedetti rileva le Compagnie industriali riunite (Cir), garantendo il controllo azionario del quotidiano Repubblica e del settimanale L’espresso.

E qui inizia invece la leggenda opposta: quella “bianca” del De Benedetti miliardario illuminato e generoso finanziatore della stampa progressista, unico nel suo genere, tanto che Scalfari, nel 1986, lo dipinge così: “è stato il solo, tra gli industriali di nome, ad aver osato sfidare la ‘monarchia’ Agnelli. È il solo del suo ambiente ad avere un rapporto col partito comunista. È ancora il solo che ha mantenuto una polemica autonomia rispetto ai gruppi politici dominanti”.

Dopo la Cir vede la luce anche Sogefi: operante sulla scena mondiale nei componenti per autoveicoli, ne sarà presidente per venticinque anni consecutivi, prima di cedere il posto al figlio Rodolfo, conservando però la carica di presidente onorario.

E nel 1978 entra in Olivetti: un’altra impresa dalla fama di progressismo, anche per la fede socialista del fondatore Camillo Olivetti e per gli arditi esperimenti di ingegneria sociale che il figlio Adriano fece a favore dei suoi operai. Quell’anno la Olivetti era sì un’azienda dal nome glorioso, ma anche molto indebitata e dal futuro incerto. De Benedetti pone le basi per un nuovo periodo di sviluppo, basato sulla produzione di personal computer e sull’ampliamento ulteriore dei prodotti: stampanti, telefax, fotocopiatrici e registratori di cassa.

Nel 1984 la Olivetti aveva comunque inglobato l'inglese Acorn Computers. E nell’aprile del 1985 Romano Prodi presenta a sorpresa De Benedetti come azionista di maggioranza della Sme: il fiore all'occhiello dell'industria agro alimentare italiana, definita dallo stesso Prodi “Perla del gruppo Iri”, e che spazia da Motta e Alemagna a Bertolli, supermercati Gs e Autogrill.

All'inizio degli anni ottanta De Benedetti è già entrato nell'azionariato del Banco Ambrosiano: con l'acquisto del 2% del capitale, De Benedetti ha ricevuto la carica di vicepresidente del Banco (funzione puramente onoraria). Come in Fiat anche in questo caso la sua avventura ha fine dopo solo due mesi.

Nel 1996 Olivetti comincia ad andare male, tanto che De Benedetti la lascia pur rimanendone presidente onorario fino al 1999, poco dopo aver fondato la Omnitel (la seconda società europea di telefonia mobile) e Infostrada (secondo operatore di telefonia fissa in Italia).

Il 10 luglio 1997 Carlo De Benedetti sposa Silvia Monti; il suo testimone è l'industriale lombardo Amos Marchesi.

Nel 1998 fonda, in memoria del padre, la Fondazione Rodolfo Debenedetti di cui è Presidente. La Fondazione si occupa dello studio delle problematiche connesse alla riforma dello Stato sociale.

Nel 1999 nasce Sorgenia da una joint-venture fra CIR e l'austriaca Verbund entrando nel mercato come terzo operatore di elettricità e gas in Italia. Il ruolo di presidente è svolto dal figlio Rodolfo.

Nel 2000 fonda la CDB Web Tech, società specializzata in investimenti in attività nel campo dell'alta tecnologia, del biotech, del nanotech e di Internet e Carlo De Benedetti ricopre la carica di Presidente.

Nel settembre 2002 nasce un nuovo progetto in cui è coinvolto il gruppo Cir: la HSS Holding Sanità e Servizi S.p.A. La società è stata costituita al fine di diventare un operatore sanitario privato di rilievo nazionale, con attività nella gestione degli ospedali, delle residenze per anziani, delle strutture psichiatriche e riabilitative.  In soli tre anni di attività  la HSS è arrivata a gestire oltre 3.700 posti letto; nel 2009 la Holding Sanità e Servizi cambia la propria denominazione in Kos.

Nel 2005 la Cir fonda la Jupiter Finance, società finanziaria specializzata nell'acquisizione e gestione di crediti problematici, originati da banche, società finanziarie, aziende e pubblica amministrazione e, nello stesso anno, assistiamo alla fondazione della società di investimenti Management&Capitali (M&C).

Dal 2006 ritorna alla guida delle sue attività editoriali, con il ruolo di presidente del Gruppo editoriale L'Espresso S.p.A..

Nel 2007 acquisisce con Merrill Lynch il gruppo Oakwood specializzato nella creazione, acquisizione e gestione di società per finanziamenti retail.

Il 5 settembre 2008 il Consiglio di Amministrazione di CIR SpA, riunitosi sotto la Presidenza di Carlo De Benedetti, ha approvato il progetto di scissione parziale proporzionale di CIR. La scissione ha lo scopo di separare le attivita' dei media dalle altre attivita' del Gruppo CIR e di creare cosi' due realta' indipendenti, entrambe controllate da Cofide ma ciascuna focalizzata sul proprio business e con una propria mission chiaramente definita e percepibile dal mercato. Il 14ottobre 2008 il consiglio di amministrazione di Cir ha rinviato la scissione parziale delle attivita' di editoria da quelle industriali e finanziarie a causa della crisi economica in atto.

Attualmente Carlo De Benedetti è Consigliere di Amministrazione di Valeo, Pirelli e Banca Intermobiliare; membro dell'International Council del CSIS - Center for Strategic & International Studies (Washington), dell'International Advisory Council della CITIC - China International Trust and Investment Corporation (Pechino), dell'Accademia Reale Svedese delle Scienze per l'Ingegneria (Stoccolma), dell'Italian Council dell'INSEAD - The European Institute of Business Administration (Fontainbleau).

Una vita intensa nella quale ha saputo ben scindere ed allo stesso tempo unire lavoro e famiglia. Oggi Carlo De Benedetti ha tre figli: Rodolfo (amministratore delegato di Cir e Cofide) sposato con Emmanuelle, Marco (presidente di Infostrada, gruppo Olivetti) sposato con la giornalista televisiva Paola Ferrari, ed Edoardo medico a Ginevra sposato con Stephanie.

Il 27 gennaio 2009 Carlo De Benedetti annuncia di lasciare la presidenza di "Cir, Cofide e M&C e la presidenza dell'Espresso, società nella quale però manterrà la delega per la nomina dei direttori. Inoltre annuncia anche che manterrà la presidenza della Fondazione de Benedetti e il suo ruolo in Rothschild.

Per informazioni su H2biz, clicca qui

Foto


I Focus di H2biz

Prodotti e servizi

PR e Gestione Ufficio Stampa

Marketing e comunicazione
Map Srl

Convertiplano elettrico Leonardo (ex Finmeccanica)

Aviazione e aerospazio
Leonardo Helicopters (ex AgustaWestland)

H2biz © Copyright 2008 - 2017 H2biz S.r.l.
P.Iva/C.F. 06149921212 | Via Kerbaker, 91 - 80129 Napoli
e-mail: info@h2biz.eu - G.S. - credits

Siti del Network vai