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Bernard Arnault

Lo zar del lusso

7 marzo 2011. E’ il giorno in cui Bernard Arnault segna il suo ultimo magistrale colpo acquistando l’italiana Bulgari.

La maison fondata a Roma nel 1884 da Sotirio Bulgari, argentiere di origini greche, diventa così francese, rientrando nel colosso LVMH a cui fanno capo molti dei marchi del lusso più conosciuti tra i quali le borse Luis Vuitton, gli champagne Moet & Chandon, Veuve Clicquot e Krug, i profumi Givenchy e le case di moda italiane Emilio Pucci e Fendi.

La famiglia Bulgari e l’AD Trapani, in cambio del pacchetto di controllo della società, pari a circa il 50,43% del capitale, riceveranno azioni LVMH e diventeranno azionisti del gruppo francese con una quota complessiva del 3,5%, valorizzando il gruppo italiano di circa 3,7 miliardi.

Abile mossa quella del Monsieur Arnault, non nuovo a questi colpi di scena che tanto fanno innervosire Pinault, a capo dell’altro colosso del lusso d’oltralpe, la Ppr: aspettiamoci, ora, la contromossa di Henri Francois Pinault!

Intanto Bernard Arnault continua a comparire nella lista, stilata da Forbes, degli uomini più ricchi del mondo, quest’anno occupando la quarta posizione.

Ma chi è Bernard Arnault? Ha ereditato quanto ha ottenuto o è tutto frutto del suo operato?

Nato a Roubaix, nel nord della Francia, il 5 marzo del 1949, Arnault ha alle spalle una famiglia di imprenditori.

Suo padre, Jean, è proprietario di un’azienda, la Ferret Savinel, che svolge le sue attività nel settore dei lavori pubblici.

Così dopo la laurea in ingegneria presso il prestigioso Polytechnique, Bernard inizia a lavorare presso la società di famiglia.

Ben presto riesce a convincere il padre a spostare la sua attività investendo nel campo immobiliare. Nel ‘78 prende le redini dell’azienda, ma due anni dopo, si trasferisce con moglie e figli negli Stati Uniti.

Saranno i primi anni Ottanta a segnare la grande svolta di Arnault. Disponendo di una sovvenzione statale e con la promessa di non licenziare, il giovane Bernard rileva la Boussac, un gruppo tessile in forte crisi, il cui fiore all’occhiello è Dior.

E’ stato il suo primo importante passo, ma quello che lo spinge alle luci della ribalta arriverà qualche ano dopo. Questa volta è il finir degli anni Ottanta, 1989: il neo imprenditore d’Oltralpe viene chiamato a rafforzare l’azionariato di LVMH.

Il gruppo creato nel 1987 con la fusione di Louis Vuitton, un’impresa specializzata negli accessori di moda fondata nel 1834, e Moet Hennessy, un’azienda specializzata nei vini e alcolici creata nel 1971, soffre di disaccordi profondi intervenuti tra le due parti.

Lanciando un’Opa sul gruppo, sostenuto dalla banca Lazard e approfittando del basso livello delle quotazioni, Arnault diventa azionista di maggioranza.

In brevissimo tempo, con Arnault alle redini, la società, dopo numerose acquisizioni, diventa leader mondiale del lusso superando l’elvetica Richemont. Una posizione che tutt’ora mantiene intatta grazie ad un portafoglio di più di 60 brand.

Gli anni passano, ma la sua tattica rimane sempre la stessa, tanto da “far moda”  il suo stile imprenditoriale: prendere il controllo di grandi marchi della moda per rilanciarli e preferibilmente in momenti di crisi, in modo da comprarli a saldo.

A tutt’oggi il metodo ha funzionato ed i risultati sono più che palesi. Basta soffermarsi sulle due grandi maison del lusso Luis Vuitton e Dior, oggi due potenti macchine di soldi che poco risentono della crisi economica, ma che sono il chiaro risultato di quel mix sapiente di strategie di marketing, stile innovativo ed un forte controllo della distribuzione dei prodotti che caratterizzano il successo di Arnault.

Forse come pochi della sua sfera imprenditoriale, non ama molto la vita mondana.

A poco più  di sessant’anni, sposato due volte, Arnault ha cinque figli, di cui due, Antoine e Delphine, presiedono nel board di LVMH; preferisce le opere d’arte, di cui è un grande collezionista, ai party; ha una forte passione per il pianoforte, che condivide con l’attuale moglie, Hélène Mercier, un’elegante donna canadese, nonché pianista di professione.

Certo che l’eleganza ed il lusso investono tutte le sfere vitali dell’imprenditore francese e da quest’anno invadendo anche la sfera dei gioielli.

Si, perché quest’anno, accanto ai colossi Luis Vuitton e Dior compare anche Bulgari... Aspettiamoci il meglio!

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