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Angelo Starinieri

Il Manager dei Clochard

Era un grande manager – marketing, pubblicità, relazioni esterne di una multinazionale svizzera, ovviamente ramo orologi -; diviene Presidente della Lariana Hockey; dopo due matrimoni falliti, ha una nuova compagna; praticamente: un vita perfetta.

Un giorno invece accade l’inverosimile: suo figlio sieropositivo muore, nonostante Starinieri abbia fatto tutto quello che un genitore potesse fare nei confronti di un figlio malato. Ma non è servito. Ma non è bastato.

Un manager come lui, che non vede ostacoli, che riesce a gestire tutte le situazioni più problematiche, ora, per la prima volta, sente di non riuscire a tenere sotto controllo la sua vita, i suoi figli, la sua famiglia, fino ad arrivare a sentirsi impotente.

Così, massacrato dai sensi di colpa, si reputa responsabile di quella morte inattesa e, quando tutto va male, arriva anche un errore giudiziario che gli confisca i suoi beni (oggi è in attesa di essere risarcito).

Per tutta una vita è stato sempre all’apice, non ha mai provato cosa significasse perdere e, per tale ragione, ha avuto sempre paura di cadere e toccare il fondo. Ma il destino ha voluto far provare anche ad un uomo d’affari questa (dis)avventura.

E’ inciampato (per la prima volta) e, non essendo abituato, non ha saputo rialzarsi e si è lasciato cadere: dopo la confisca dei beni, da Como si trasferisce a Milano a  casa di un amico; ma nulla cambia in positivo.

Comincia a sentirsi un peso per gli altri: per la compagna, per i figli, per gli amici e viene sormontato da uno stato di torpore molto triste.

Lascia così la casa dell’amico e comincia a vagare per la stazione di Cadorna. “Dormivo sulle panchine, mi lavavo alla Croce Rossa, mangiavo alla Caritas. Pian piano morivo dentro, sentivo che il cervello si spappolava”.

Chi vive per strada, infatti, si abitua a diventare spettatore, cominciando a divenire passivo in tutto e soprattutto nei sentimenti: non sente più noia, paura e soprattutto non pensa più.

Angelo Starinieri da manager è divenuto un clochard, ha toccato il fondo e per rialzarsi ha avuto bisogno solo di una valida motivazione, che non attarda a venire!

Un giorno, una donna mentre sgridava il figlio che non voleva andare a scuola, lo guarda e additandolo riferisce al ragazzo “Se non studi finisci come quello lì”. Ecco la motivazione. Ecco la svolta.

Per tutti i tre anni della sua vita da clochard ne aveva subite ed accettate tante (i suoi amici di un tempo, “gli amanti delle bollicine del suo champagne” – così definiti da lui – gli voltavano lo sguardo quando lo incontravano) ma mai avrebbe voluto diventare un esempio negativo per gli altri.

Così si alza dalla panchina, che era diventata la sua nuova dimora, e comincia a fare quello che ha sempre saputo fare: organizza mostre, raccolte fondi, eventi che attirassero attenzioni e coscienze.

Con il ricavato  è riuscito ad allestire una roulotte in piazza Cadorna per la preparazione di pasti caldi a tutti i ragazzi-barboni della medesima piazza, ha fatto comprare anche tende nuove per chi dorme in strada.

Ora Angelo Starinieri è un uomo felice: ha recuperato la sua vecchia famiglia, sua figlia, i suoi nipoti, la sua compagna che in tutti quegli anni e nonostante la sua vita “da strada” non lo aveva mai abbandonato ed in più ha una nuova famiglia, quella composta dai ragazzi di Piazza Cadorna.

Per essere da esempio e per sensibilizzare gli animi nei confronti dei clochard ha scritto un libro  “Angelo smarrito” insieme a Chiara Belliti, raccontando il suo vissuto, la sua storia di uomo “normale” finito tra i clochard, fino a fare il clochard.

Si mette a nudo e nello stesso modo mette a nudo l’animo dei suoi compagni, la pazzia, la malattia, cerca di far capire come si può facilmente sprofondare.

Ma la sua non è una storia triste. È una storia di speranza, di rinascita, di solidarietà; una storia da raccontare e da far conoscere. È proprio quello che ha ritenuto opportuno fare il regista-attore agrigentino Giovanni Volpe, che, con la sua compagnia teatrale, ha debuttato il 18 gennaio 2010, al teatro Nuovo nel cuore di San Babila a Milano, con il musical “Angelo. Quante volte, un uomo”.

Ispirato ai testi autobiografici dello stesso Starinieri, il musical spazia dalla cinematografia alla danza, dalle musiche originali ai particolari ed intensi effetti di luce.

In questo modo si è raccontato, in questo modo Angelo Starinieri vuol essere ricordato: un libro, un musical, una vita.

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